Ancora indiscrezioni e rumors sulla strage di Crans-Montana con le mosse di Jacques Moretti prima dell’arresto.
Mentre si susseguono le notizie in merito a tutti i personaggi in qualche modo coinvolti nella vicenda della strage a Crans-Montana, con l’incendio a Capodanno a Le Constellation, ecco un altro potenziale elemento da valutare. Una possibile “riunione” segreta organizza da Jacques Moretti, titolare del locale dove è avvenuto il rogo, con i dipendenti.

Crans-Montana: Jacques Moretti e i contatti con i dipendenti
Starebbero emergendo dei dubbi e anche dei sospetti in merito ai giorni che sono trascorsi tra la tragedia de Le Constellation di Crans-Montana e l’arresto di Jacques Moretti. In particolare, le indagini starebbero puntando il mirino i potenziali contatti che l’uomo avrebbe avuto con i dipendenti dei suoi vari locali tra la notte della strage al giorno del suo arresto.
Come riferito dal Corriere della Sera, molti dubbi sarebbero emersi dall’interrogatorio di Moretti del 20 gennaio quando i pm gli avrebbero chiesto se avesse avuto dei contatti con i suoi dipendenti dopo l’incendio. “No… in realtà sì. Ho incontrato Jean-Marc (il suo figlioccio, ndr). In seguito, ho avuto contatti telefonici, forse con altri, ma anche allora non ricordo. Ci è stato consigliato di non comunicare troppo con il mondo esterno o con i nostri ex employés, quindi ho cercato di evitarlo”.
L’incontro “segreto” e il rischio
Proprio questa versione dei fatti sarebbe al vaglio delle autorità che temono possa esserci stato un alto rischio di “collusione“. Pare che chi sta indagando abbia messo gli occhi su una sorta di summit avvenuto al lussuoso hotel Six Senses. Questa vicenda sarebbe stata segnalata da un legale delle vittime, Nina Fournier. “Non ho organizzato un incontro con gli ex dipendenti. Si sono incontrati tra loro. Io non ho partecipato, né mia moglie. Lo so perché me l’hanno detto, e ci sono ancora telecamere nei locali“, avrebbe fatto sapere Moretti sull’argomento.
In questa situazione merita maggiore attenzione il “figlioccio” di Moretti. Si tratta di una figura che abita sopra uno dei ristoranti e che il ristoratore considera parte della famiglia. ” I dipendenti avevano bisogno di stare insieme, anche di notte, per elaborare il loro dolore. Quando dico ‘noi’, è Jean-Marc (questo giovane “figlioccio” ndr) che me l’ha detto”. La sua figura è decisamente complessa da inquadrare, anche per le autorità. Il giovane, infatti, sembra essere da un lato vicino ai colleghi, dall’altro piuttosto fedele al suo mentore.